Il Pistacchio di Sicilia

Il nostro obiettivo è quello di promuovere i frutti della nostra terra, il pistacchio siciliano, tipico della nostra zona. Nel territorio di Bronte si è realizzato uno straordinario connubio tra la pianta e il terreno lavico etneo, che ha favorito la produzione di un frutto gustoso e dall’aroma delizioso. Nell’isola ha trovato l’habitat ideale per uno sviluppo rigoglioso.

I primi a introdurre e diffondere la cultura del pistacchio in Sicilia furono gli arabi, per questo il nome dialettale dato al pistacchio “Frastuca” deriva dall’arabo “Frastuch

Il Pistacchio è un piccolo albero di specie dioica, dotato di radici profonde, dal tronco sottile e contorto di colore grigio e dal fogliame caduco, molto resistente alla siccità. Il maschio, il cui polline feconda la “Pistachia Vera”, è il terebinto, localmente chiamato “scornabecco”. I frutti, riuniti in grappoli, sono costituiti da drupe allungate, con mallo gommoso e resinoso dal colore bianco-rossastro al momento della raccolta, che avvolge il guscio legnoso, molto resistente, al cui interno è protetto il pistacchio dal colore verde smeraldo. Il terreno roccioso crea delle difficoltà nella meccanizzazione dei lavori, determinando costi di manodopera elevata.

 

Si preferisce, quindi, una modalità di raccolta biennale, realizzata negli anni dispari tra agosto e settembre, in modo da avere un’annata totalmente vuota e una con raccolta abbondante. Una volta raccolto, il pistacchio, viene privato del mallo e messo ad essiccare al sole per tre, quattro giorni dopodiché viene destinato alla trasformazione e in seguito alla vendita. La produzione e la lavorazione del Pistacchio rappresenta per Bronte un’importante fonte di reddito tanto da essere definito l’Oro Verde per il suo elevato valore commerciale.